Sbarrato il sentiero tra Acquacalda e Croce Portera

OTR informa che il sentiero che da Acquacalda porta a Croce Portera é stato sbarrato a tempo indeterminato a causa della caduta di massi e dello schianto di piante.
A seguito delle disposizioni Covid-19 rilasciate dallo Stato Maggiore di Condotta per il momento non é possibile effettuare alcun intervento di sistemazione e/o ricostruzione.
Il divieto di accendere fuochi all’aperto impedisce inoltre il brillamento dei grossi massi caduti.
Attualmente non é possibile prevedere quando il sentiero sarà nuovamente percorribile.

Una via alta 3’000 metri

Inaugurata da un anno la via Idra, ecco che si affaccia sul panorama ticinese l’idea di una nuova e attrattiva via alta. Battezzata via Crio, andrebbe a collegare la capanna Brogoldone alla Bovarina passando da Cava, rifugio Giümela, Quarnei, Adula, Scaradra, Motterascio e Scaletta.

articolo tratto dal trimestrale “L’Alpinista Ticinese” nr. 01, marzo 2020
di Enea Solari

L’idea di una nuova via alta in territorio Bleniese è stata lanciata da Giorgio Matasci in occasione dell’Assemblea generale ordinaria della SAT Lucomagno, società che dopo aver valutato la bontà del progetto ha organizzato un incontro interlocutorio con Ticino Sentieri per una verifica preliminare di fattibilità realizzativa. Accolti dal responsabile della rete sentieristica Nicola Barudoni e dal Commissario tecnico Giorgio Valenti, gli interlocutori della SAT Lucomagno si sono trovati da subito immersi in una “possibile realtà” che nemmeno lontanamente poteva essere immaginata e attesa in così breve tempo. Su un semplice foglio bianco e con l’abilità grafica di chi ben conosce territorio e sentieri è stato abbozzato un cenno di percorso. L’itinerario si snoderebbe su circa cento chilometri suddivisi in nove tappe per un dislivello di 10’000 metri e difficoltà fino al T6.

Il Poncione del Fraciòn sarà uno dei numerosi tremila lambiti dalla via alta Crio.
Foto Christian Monti

L’attuale pianificazione contempla la costruzione di un bivacco in quota quale punto di appoggio tra il rifugio Giümela e Quarnei. Si è tenuto poi, nella sala patriziale di Biasca, un primo incontro aperto a possibili partner ed enti interessati dal quale è scaturito entusiasmo e sostegno.
Dopo l’introduzione fatta dalla SAT Lucomagno e la presentazione di massima del percorso fatta da Ticino Sentieri, la voglia di sapere è stata evidente così come l’accoglienza dell’idea e il desiderio di approfondire l’aspetto legato al bivacco poiché condizione irrinunciabile per la realizzazione del progetto. La designazione di un gruppo di lavoro – composto da Enea Solari e Ketty Gianella della SAT Lucomagno quale società promotrice, Giorgio Valenti in rappresentanza di Ticino Sentieri e di Giovanni Galli per il CAS Ticino – è stata la circostanza che ha sancito la bontà della proposta e il mandato a proseguire. Nel frattempo la Società alpinistica Bassa Blenio (SABB) ha dato
la sua disponibilità nell’assumersi l’incarico dello studio per il bivacco e l’eventuale futura gestione.
Dal canto suo la FAT, attraverso il Comitato centrale composto dai presidenti sezionali, ha dato il proprio sostegno e appoggio per il buon esito del progetto che si prevede di concludere per la primavera 2022.
Prendiamo congedo con la promessa di dare le informazioni, dettagli e approfondimenti man mano, per crescere assieme nello sviluppo di questa esperienza che, se conclusa, saprà degnamente portare il suo contributo e valore aggiunto alle regioni che l’accolgono.

Un passo dopo l’altro.

La Valle di Blenio nel 1963

Girato in Valle di Blenio nei primi anni Sessanta, questo documentario di Francesco Canova intitolato «Olivone», andò in onda l’8 febbraio 1963 nella trasmissione televisiva «Tempo nostro». È un ritratto di del paese di Olivone e delle frazioni di Camperio, Sommascona e Scona.